martedì 30 ottobre 2018

Universo

La missione di ogni uomo consiste nell’essere una forza della natura e non un grumo agitato di guai e di rancori che recrimina perché l’universo non si dedica a renderlo felice.
(George Bernard Shaw)

venerdì 26 ottobre 2018

Forze ctonie...

Chi dice che una cosa è impossibile, non dovrebbe disturbare chi la sta facendo.
(Albert Einstein).
Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire.
(Paulo Coelho)

mercoledì 17 ottobre 2018

San Michele

Abbazia di San Leonardo in Lama Volara
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Monte SantAngelo
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Rocchetta San'Antonio
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martedì 16 ottobre 2018

Quis ut Deus?


Dall'ebraico מִיכָאֵל (Mikha'el)è composto dai termini mi ("chi"), kha ("come") ed El ("Dio"), e il suo significato è espresso nella domanda "Chi [è] come Dio?
ovvero un Eone

Ager Phlegraeu

dal latino Phlegraeu(m), dal greco. Phlegraîos, derivazione di Phlégra, in italiano: Flegra.
Antico nome della penisola greca di Pallene, in cui si riteneva fosse avvenuta la mitica battaglia fra gli dei e i giganti, localizzata dagli antichi anche nella zona campana dei Campi Flegrei, derivazione di phlégō “ardo, brucio”.

martedì 25 settembre 2018

20 anni dopo - Julia Butterfly Hill

“Mi mi sono trovata da sola in una foresta di sequoie e improvvisamente sono stata rapita dalla sua bellezza e, soprattutto, dal suo richiamo d’aiuto. Più mi inoltrava in questa foresta più uscivo fuori dal frastuono della civiltà, più sentivo dentro di me nascere qualcosa di grandioso, che non avevo provato mai, mi sentivo in armonia con tutto ciò che mi circondava. L’aria che respiravo era diversa, più genuina, fresca e profumata. Ovunque mi girassi c'era vita, anche se non la vedevo, ma la sentivo. Capii in quel momento cosa volesse dire essere vivi, avvertire le vibrazioni di una foresta che vive, non come ancora oggi ci insegna la società per bocca dei cosiddetti scienziati o politici. Ti accorgi all’improvviso che tutto quello che ti dicono per continuare ad essere bravi e fedeli servitori di chi vive e agisce nelle stanze dei bottoni è falso. La VITA è un’altra cosa! Esiste da sempre un’energia che ti dà serenità e gioia e che è alla portata dei nostri sensi, ma che non sappiamo assorbire e così continuiamo a fare i bravi e fedeli sudditi di qualcosa che non ci appartiene. In questo modo spegni la vera energia del tuo corpo e come uno zombi continui a sopravvivere in una società che non ti appartiene fino a quando non ti spegni del tutto.Nei due anni che sono rimasta sull’albero che ho chiamato Luna, sono riuscita ad entrare in sintonia con il gigante buono della foresta e lui mi ha insegnato a percepire e assorbire le vibrazioni sottili della natura, e in quel momento ho scoperto che in noi c’è qualcosa di grandioso, di infinito che alla fine ti fa capire di essere un essere speciale, diverso da quello che in secoli e secoli le varie società tecnologiche considerate avanzate hanno cercato di farti credere. In quel momento ho capito l’amore del Creato e la forza della Natura. La morte ora non mi fa più paura perché ho raggiunto quello che ogni essere umano cerca per tutta la vita. Da questa mia esperienza ho compreso qual'è il ruolo di ogni uomo e donna su questo pianeta: Vivere in armonia con ogni essere umano, animale e vegetale per tutto il tempo in cui transitiamo su questo mondo. Beati coloro che sapranno ascoltare e agire di conseguenza per fare la propria parte come figli della Terra.”
Julia Butterfly Hill

martedì 7 agosto 2018

Saggezza

« Per giungere a gustare il tutto, non cercare il gusto in niente.
Per giungere al possesso del tutto, non voler possedere niente.
Per giungere ad essere tutto, non voler essere niente.
Per giungere alla conoscenza del tutto, non cercare di sapere qualche cosa in niente.
Per venire a ciò che ora non godi, devi passare per dove non godi.
Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai.
Per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove ora niente hai.
Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove ora non sei. »

Giovanni della Croce

martedì 31 luglio 2018

Agostino d'Ippona alias Sant'Agostino - Dottore della Chiesa:

"Dammi, ti dissi, la castità e la continenza, ma non ora", per timore che, esaudendomi presto, presto mi avresti guarito dalla malattia della concupiscenza, che preferivo saziare, anziché estinguere. Mi ero così incamminato per le vie cattive [Sir 2. 16.]

venerdì 20 luglio 2018

Una tesi ungherese

Nel ventre di una madre c'erano due bambini. Uno ha chiesto all'altro: 
"Ci credi in una vita dopo il parto?" 
L'altro ha risposto: 
"È chiaro. Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per quello che verrà più tardi". "Sciocchezze", Ha detto il primo, "non c'è vita dopo il parto. Che tipo di vita sarebbe quella?" 
Il secondo ha detto: 
"Io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse noi potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora".
Il primo replicò: 
"Questo è assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone ombelicale ci fornisce nutrizione e tutto quello di cui abbiamo bisogno. Il cordone ombelicale è molto breve. La vita dopo il parto è fuori questione".
Il secondo ha insistito: 
"Beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo fisico".
Il primo ha contestato: 
"Sciocchezze, e inoltre, se c'è davvero vita dopo il parto, allora, perché nessuno è mai tornato da lì? Il parto è la fine della vita e nel post-parto non c'è nient'altro che oscurità, silenzio e oblio. Lui non ci porterà da nessuna parte".
"Beh, io non so", ha detto il secondo, "ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi". 
Il primo ha risposto: 
"Mamma, tu credi davvero a mamma? Questo è ridicolo. Se la mamma c'è, allora, dov'è ora?" 
Il secondo ha detto: 
"Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. È per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere". 
Ha detto il primo:
"Beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esiste".
Al che il secondo ha risposto: 
"A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù".

Considerazioni generali:
Questo  è  il  modo  in  cui  uno  scrittore  ungherese  ha  spiegato  l’esistenza  di  Dio e della vita oltre la vita.
E’ stupenda e nello stesso tempo tanto illuminante. E rispecchia fedelmente il punto di vista in antitesi tra materialisti e spiritualisti. Comprendiamo, da queste parole, quanto sia limitante la visione ristretta legata ai sensi fisici e quanto sia involutiva la chiusura arroccata dietro le conoscenze personali. E quanto sia, altresì, molto più vicina alla Verità quell’apertura mentale ed accoglienza di cuore che caratterizza coloro che iniziano a risvegliarsi alla Vita del Mondo delle Cause e dei Significati.
Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che io reputo uno dei pochi cantautori italiani che si esprimono attraverso l’Anima, in una delle sue bellissime canzoni dice: “Se uno ha imparato a contare fino a sette, vuol mica dire che l’otto non possa esserci…” (brano tratto da “Temporale”). Molto esaustiva questa frase. La canzone inizia con queste stupende parole: “Gli occhi non sanno vedere quello che il cuore vede La mente non può sapere quello che il cuore sa L’orecchio non può sentire quello che il cuore sente Le mani non sanno dare quello che il cuore da…”

Gran parte degli esseri umani, quelli che io definisco dormienti in letargo (non è un giudizio ma una constatazione), non vanno oltre le loro misere e ristrette credenze. Chiusi ad ogni novità e ad ogni verità che possa discostarsi anche di un millimetro dalla torre sulla quale sono arroccati, restano immobili trascorrendo intere vite nel mondo delle forme e delle apparenze. Sono rappresentati esaustivamente dal primo gemello della storia.

Poi ci sono i risvegliati. Ancora in numero minore rispetto ai primi, ma in costante crescita quotidiana, sia come numero che come qualità. E questo lascia ben sperare per il raggiungimento della “massa critica” che porterà al salto evolutivo dell’umanità.

Sono rappresentati chiaramente dal secondo gemello della storia. Sono tutti coloro che si pongono delle domande ed iniziano una seria ricerca interiore ed esteriore. Sono coloro che hanno consapevolizzato il fatto che vivere nel mondo delle forme e delle apparenze è molto limitante oltre che involutivo. Essi non si accontentano più della materialità quotidiana fatta di argomenti ed interessi oramai cristallizzati, noiosi e stagnanti. Sentono la voce della Coscienza che inizia a parlargli ( il Grillo parlante di Pinocchio) ed invece di metterlo a tacere iniziano a seguirne i suggerimenti. Per loro la vita assume i colori dell’Arcobaleno, non più monocromatica o grigia.

Non vivono più nella paura di un dio trascendente pronto a punire ma si sentono abbracciati, cullati e amati da un Dio Onnipervadente ( pervade il Tutto ) che tutto riequilibra nell’Armonia Universale.

E noi quale gemello siamo?

Un abbraccio di Luce e Pace buon fine settimana per tutti con Amore Francesco  das Atmananda (G.B.)
fonte: http://www.salvatoremassimofazio.it/la-tesi-ungherese-sullesistenza-i-due-gemelli-il-venerdi-di-francesco-das-atmananda/

giovedì 19 luglio 2018

Salmo 26

Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?


vedi CD Abba Pater da Radio Vaticana
https://www.youtube.com/watch?v=XgXsMpq6drM&feature=youtu.be

martedì 17 luglio 2018

L'apprendista stregone

Col mio soffio di vulcano cancellerò
il gelo di questa stanza
e col volo di una freccia trafiggerò
quella pallida luna a distanza;
ci sarò e non ci sarò,
continuerò
la mia invisibile danza,
senza tracce sulla neve lieve sarò,
mi dirai di sì o mi dirai di no.
Avrà il silenzio la voce che ho,
e mani lunghe abbastanza,
sarà d'attesa e d'intesa, però
saprò quello che ancora non so,
quello che ancora non so.
Mi dirai di sì o mi dirai di no.
Col mio cuore di matita correggerò
gli errori fatti dal tempo
e con passo di guardiano controllerò
che si fermi o che avanzi più lento;
ci sarò e non ci sarò, ti parlerò
con ogni fragile accento
e sarò traccia sulla neve, neve sarò,
mi dirai di sì o mi dirai di no.
Sul manoscritto l'inchiostro sarò
e mi avrai nero su bianco,
saranno gli occhi o i tarocchi, però
saprò quello che ancora non so;
mi dirai di sì o mi dirai di no,
mi dirai di sì o mi dirai di no.

Sarai sola nel tuo sole
o solo sarò,
mi dirai di sì o mi dirai di no,
mi dirai di sì o mi dirai di no.

giovedì 5 luglio 2018

Non abbiate paura

«Ogni giorno la paura bussa alla porta.
Quando il coraggio va ad aprire, quasi sempre non c’è nessuno».
[Un Cavaliere Templare]

venerdì 15 giugno 2018

parte di una immensa vita

Dolce è sentire
come nel mio cuore
ora umilmente
sta nascendo amore.
Dolce è capire
che non son più solo
ma che son parte
di una immensa vita
che generosa
risplende intorno a me,
Dono di Lui,
del suo immenso amore.
Ci ha dato il cielo
e le chiare stelle,
fratello sole
e sorella luna,
la madre terra
con frutti,
prati e fiori,
il fuoco e il vento
l'aria e l'acqua pura,
fonte di vita
per le sue creature.
Dono di Lui,
del suo immenso amore.
Dono di lui,
del suo immenso Amore.

lunedì 11 giugno 2018

GIARDINO LIBERATO DI MATERDEI

Questo posto è di tutti. Questo posto è anche tuo. 
Qui non ci sono fascismo, razzismo, sessismo.
In questo posto non si delega né si decide da soli, ma si condivide e si decide tutti insieme. 
Tutte le attività sono gratuite ma non siamo volontari, doniamo un po’ del nostro tempo e ti chiediamo un po’ del tuo. 
Qui non ci sono sovvenzioni né si fa politica istituzionale, ma si sperimentano attività di resistenza alla crisi e modelli nuovi di relazioni umane. 
Il nostro tempo non è denaro ma è molto più prezioso, per questo lo regaliamo agli altri.
giardilogo

martedì 29 maggio 2018

NAM MYOHO RENGE KYO

NAM

Nam proviene dal sanscrito namas, che significa dedicare o dedicarsi. Nam-myoho-renge-kyo è dunque un voto, un’espressione della determinazione di abbracciare e manifestare la nostra natura di Budda. È la decisione di non cedere mai alle difficoltà, di vincere sulle sofferenze e, allo stesso tempo, rappresenta il voto di aiutare gli altri a rivelare questa Legge nella propria vita e conseguire la felicità. I singoli caratteri cinesi che compongono Myoho-renge-kyo, oltre a racchiudere un profondo significato, descrivono le caratteristiche fondamentali di questa Legge.
MYOHO
Myo può essere tradotto come mistico o meraviglioso e ho significa legge. Questa legge è chiamata mistica, perché è difficile da comprendere.
Ma cos’è difficile da comprendere? Semplicemente il fatto straordinario che persone comuni, afflitte da illusioni e sofferenze, risvegliandosi alla Legge fondamentale inerente alla propria vita possano sviluppare saggezza e compassione, riconoscere la propria natura di Budda, trasformare e risolvere i propri problemi e aiutare gli altri a fare lo stesso.  La Legge mistica – in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza – trasforma la vita di chiunque, anche della persona più infelice, in un’esistenza di felicità suprema.
RENGE
Renge, che significa fiore di loto, è una metafora che offre ulteriori chiarimenti sulle caratteristiche della Legge mistica. Il fiore di loto nasce puro, profumato e incontaminato, nonostante il fango in cui cresce. Allo stesso modo, la bellezza e la dignità della nostra umanità emergono in mezzo alle sofferenze della vita quotidiana. Inoltre, il loto produce nello stesso tempo i fiori e i frutti, a differenza di altre piante nelle quali i frutti appaiono solo dopo l’apertura del fiore e la caduta dei petali. Il frutto della pianta del loto, al contrario, si sviluppa contemporaneamente al fiore e quando il fiore sboccia, il frutto è già lì al suo interno.
La metafora del loto illustra il principio della “simultaneità di causa ed effetto”: non bisogna aspettare di diventare perfetti nel futuro, ma è possibile far emergere in qualsiasi momento dalla vita il potere della Legge mistica.
Il principio della simultaneità di causa ed effetto mostra che le nostre esistenze sono fondamentalmente dotate del grande stato vitale del Budda e che è possibile raggiungere lo stato di Buddità semplicemente aprendo e facendo emergere questa condizione vitale. Altri Sutra, provvisori o non definitivi, insegnavano che si poteva ottenere la Buddità attraverso la pratica buddista solo nell’arco di molte vite, acquisendo una ad una le qualità del Budda. Il Sutra del Loto ribalta questa idea, insegnando che tutte le qualità del Budda sono già presenti nella nostra vita fin dall’inizio.
KYO
Kyo significa letteralmente sutra, ma in questo contesto indica la Legge mistica, la verità eterna, la legge fondamentale che permea la vita e l’universo, paragonata ad un fiore di loto. Il carattere cinese kyo implica anche l’idea di un “filo”. Per realizzare un tessuto, all’inizio si pongono in verticale i fili che formano la struttura: l’ordito con cui vengono poi intrecciati i fili orizzontali. Nella nostra metafora, l’ordito rappresenta la realtà fondamentale della vita. I fili orizzontali, che rappresentano la trama o disegno, raffigurano le varie attività della nostra vita quotidiana e conferiscono colore e fantasia al tessuto. La nostra vita comprende sia una verità fondamentale e duratura, sia la complessa realtà della nostra esistenza quotidiana con la sua varietà ed unicità al tempo stesso. Una vita intessuta solo di fili orizzontali può disfarsi molto velocemente.
Questi sono solamente alcuni degli esempi usati per descrivere “Myoho-renge-kyo”, la Legge mistica di cui le nostre vite sono espressione. Recitare Nam-myoho-renge-kyo è un atto di fede nella Legge mistica e nel meraviglioso potere della vita. Nichiren sottolinea l’importanza essenziale della fede in tutti i suoi scritti, ad esempio scrive: «Il Sutra del Loto (…) dice che si può ottenere l’ingresso solo attraverso la fede’. . . Così la fede è il requisito fondamentale per entrare nel via del Budda».
La Legge mistica è la forza illimitata che già esiste nella nostra vita. Credere nella Legge mistica e recitare Nam-myoho-renge-kyo significa avere fede nel proprio illimitato potenziale buddico. Nam-myoho-renge-kyo non è una frase magica che fa emergere poteri soprannaturali, né un’entità trascendente cui affidarsi. È il principio secondo cui le persone comuni, sforzandosi con coerenza, sicuramente trionferanno. Recitare Nam-myoho-renge-kyo significa rispettare la dignità e le infinite potenzialità delle nostre vite ordinarie, facendo emergere la pura energia fondamentale della vita; è l’impegno a non cedere mai alle  difficoltà e a vincere sulle proprie sofferenze.

giovedì 24 maggio 2018

Dice il saggio

"In ogni gatta morta c'è una z..... viva"

mercoledì 2 maggio 2018

San Damiano

Ogni uomo semplice
porta in cuore un Sogno
con Amore ed Umiltà
potrà costruirlo.
Se con Fede tu saprai
vivere umilmente
più felice tu sarai
anche senza niente.
Se vorrai ogni giorno
con il tuo sudore
una pietra dopo l'altra
alto arriverai.
E le gioie semplici
sono le più belle,
sono quelle che alla fine
sono le più grandi.
Se con Fede tu saprai
vivere umilmente,
più felice tu sarai
anche senza niente.
Nella Vita semplice
troverai la Strada,
che la Calma donerà
al tuo Cuore Puro.
Dai e Dai, ogni giorno
con il tuo sudore,
una pietra dopo l'altra
alto arriverai.
Vivi Puro e Libero
Non avere fretta
Con la Fede e grande Amor
questo è ciò che conta
E le Gioie semplici
sono le più belle
sono quelle che alla fine
sono le più grandi
Vivi Puro e Libero
Non avere fretta
Con la Fede e grande Amor
questo è ciò che conta
Vivi Puro e Libero
Non avere fretta

giovedì 19 aprile 2018

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.

 John Ernst Steinbeck (1902 – 1968), scrittore americano.

mercoledì 14 febbraio 2018

Chiesa Convento San Francesco d'Assisi - Forio

"dal poco
come dal molto
sii contento"
                  Siracide 29,23

venerdì 5 gennaio 2018

Il filosofo


https://www.youtube.com/watch?v=i8YRNwIdDlQ

mercoledì 22 novembre 2017

Sagredo nel febbraio del 1600. il giovane amico gli fece visita nella cella della sua prigionia

 “Un giorno non lontano una nuova era giungerà finalmente sulla terra. La morte non esiste. La miseria, il dolore e le sue tante tragedie, sono il frutto della paura e dell’ignoranza di ciò che è la vera realtà.” “Ma quanto tempo ancora sarà necessario?”

“Il tempo dipende da noi, Sagredo.

Il tempo è l’intervallo tra il concepimento di un’idea e la sua manifestazione.

L’umanità ha concepito il germe dell’utopia e la gestazione procede verso il suo concepimento inevitabile: il secolo passato è una tappa importante, che precede la nascita.

Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende dal loro risveglio”.

“Anche voi Maestro siete sceso qui per questo scopo?”

“Anch’io Sagredo, ma non sono solo. C’è un folto gruppo di Esseri, che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle… In questo secolo Leonardo, Michelangelo…

“Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà inattesa, improvvisa proprio quando il potere si illuderà di aver vinto.” Rumori di fondo indicano che la visita volge altermine.

“Maestro quando potrò ritrovarvi?”

“Guarda dentro di te, Sagredo ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra al tuo interno. Ascoltala: è la verità che è dentro di te. Sei divino, non lo dimenticare mai!”

La porta si apre e compare il guardiano…

“Non ci stiamo separando Sagredo, la separazione non esiste, siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica…”

venerdì 3 novembre 2017

Se mi ami non piangere!

Se conoscessi il mistero immenso del cielo
dove ora vivo, se potessi vedere e sentire
quello che io sento e vedo in questi orizzonti
senza fine e in questa luce che tutto investe e
penetra, non piangeresti se mi ami!
Sono ormai assorbito dall'incanto di Dio
dalle Sue espressioni di sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e
meschine al confronto! Mi è rimasto l'affetto per te, una tenerezza che non hai mai conosciuto! Ci siamo amati e conosciuti nel tempo: ma tutto era così fugace e
limitato!
Io vivo nella serena e gioiosa attesa del tuo arrivo tra noi: tu pensami così, nelle tue
battaglie pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, e dove ci
disseteremo insieme nel trasporto più puro e
più intenso alla fonte inestinguibile della gioia e dell'amore.
Non piangere più se veramente mi ami!
Sant'Agostino

giovedì 26 ottobre 2017

Maletiempo - Gioia Nova - 2007

Cé vò Dio cé vò Allah cé vò tantu' bene pe cé' ama,
cé vò Dio cé vò Allah ma nun bast' sul' à fede pe cagnà.
E figli nun' se créscen sultant cò mangià
cé vonn' chiù rispost' pe cumbatter' ò sbaglià,
nu' tizio c' luttav' pe diritt' é a libertà
se venn' a chi sta mmeglje e se ne fott' rà pietà.
(ritornello)
Cé vò Dio cé vò Allah cé vò tantu' bene pe cé' ama,
cé vò Dio cé vò Allah ma nun bast' sul' à fede pe cagnà.
Arrivn' emigrant cà so stanc é murì
nun song' tutt' sant ma nisciun é sta a sentì,
e nuje ch'avimm' vist mman' é valigg'e partì
sapimm' ò pan amar e cé mbrugliamm' ind'ò capì.
(ritornello)
Cé vò Dio cé vò Allah cé vò tantu' bene pe cé' ama,
cé vò Dio cé vò Allah ma nun bast' sul' à fede pe cagnà.
Nù viécchio se lament rò guvern e a società
nù ricc' ch'è scuntent' troppì tass' addà pavà,
nù ladr stà aspttann cà giustizia pass' a cà
é 'ntant n'assassin già cammin pa città.
(ritornello)
Cé vò Dio cé vò Allah cé vò tantu' bene pe cé' ama,
cé vò Dio cé vò Allah ma nun bast' sul' à fede pe cagnà.
Addò sta ienn' ò munn addò ce porta a verità
chistù maletiempo qunt' tiemp' addà sta cà...?

martedì 17 ottobre 2017

Monte Sant'Angelo

"Ubi saxa panduntur ibi peccata hominum dimittuntur
Haec est domus specialis in qua quaeque noxialis actio diluitur".

 (Dove pendono i sassi ivi i peccati sono rimessi.
Questa è una dimora speciale nella quale qualsiasi colpa viene lavata)

giovedì 5 ottobre 2017

Passato, presente e futuro





https://www.youtube.com/watch?v=P8dMD-dOwQ8

giovedì 28 settembre 2017

Ci siamo

Alea acta est

mercoledì 27 settembre 2017

Federico II di Svevia

«Non invidio a Dio il Paradiso perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia »

mercoledì 5 luglio 2017

Hic et nunc

 Un paradosso del tempo che è.

giovedì 15 giugno 2017

Panis Angelicus

(LA)
« Panis angelicus
fit panis hominum;
dat panis caelicus
figuris terminum;
O res mirabilis:
manducat Dominum
pauper, servus et humilis.
Te, trina Deitas
unaque, poscimus:
sic nos tu visita,
sicut te colimus;
per tuas semitas
duc nos quo tendimus,
ad lucem quam inhabitas.
Amen. »

(Tommaso d'Aquino, Sacris Solemniis
(IT)
« Il pane degli angeli
diventa pane degli uomini;
il pane del cielo
dà fine a tutte le prefigurazioni:
qual meraviglia!
il servo, il povero, l'umile
mangia il Signore.
Chiediamo a Te,
Dio uno e trino,
di visitarci,
come noi Ti adoriamo.
Per le Tue vie
portaci dove tendiamo,
alla luce in cui tu abiti.
Amen. »

martedì 13 giugno 2017

13 Giugno Sant'Antonio

Sant'Antò tu si' putente, 
Gesù Cristo a te te sente, 
tu faje Grazie a tanta gente, 
Sant'Antò tienece mente. 
Sant'Antò cu' giglie e core, 
pe' tutt' 'u munno annummenato,
tu faje grazie a tanta gente, 
a chi te tene pe' avvocato.                 
Sant'Antò cammina tu, 
lengua santa parla tu, 
chi è devoto a l'ostensorio,
facce grazia o Sant'Antonio