lunedì 23 febbraio 2026

L’UNIVERSO NON AIUTA LE VITTIME-"Semi delle stelle"


Sappi che l’universo non aiuta le vittime. 
Non perché sia crudele, ma perché non risponde alla morale umana:
risponde alla frequenza, a ciò che emanano i nostri pensieri, le nostre emozioni, la nostra postura interiore.
Puoi avere ragione, puoi essere stato ferito, tradito, umiliato.
Ma se resti nella modalità vittima, l’esito non cambia: perdi comunque.
Perché la tua energia continua a trasmettere:
“io subisco la vita”,
“non ho potere”,
“qualcosa o qualcuno decide per me”.
E l’universo, che replica sempre ciò che vibra, non può che rimandarti la stessa esperienza.
La modalità vittima non è un dolore: è una frequenza bloccata.
È come camminare con le ali legate: senti di avere ragione ma non riesci a volare.
Quando ricevi un torto, la vera svolta non è reagire: è elevarsi.
Elevarsi non significa ingoiare tutto o fare finta di niente.
Elevarsi significa fare valere le proprie ragioni senza perdersi, ritrovare la propria dignità energetica, riconoscere il dolore, attraversarlo, guarirlo.
Perché non puoi elevarti se dentro sei pieno di rabbia compressa.
Non puoi rialzarti se continui a chiederti “perché è successo proprio a me?”.
Questa domanda ti incatena al passato,
ti inchioda alla ferita,
ti tiene nella stessa frequenza in cui il torto è nato.
La domanda giusta diventa:
“Cosa devo fare, da ora in poi, per elevarmi da questo punto?”
È qui che cambia tutto.
A quel punto non reagisci più dal dolore, ma dalla coscienza.
Non ti identifichi con ciò che hai subito,
ma con ciò che stai diventando.
**La vittima vede il bicchiere mezzo vuoto.
La coscienza lo riempie.**
Rimanere nella frequenza vittima attira negatività perché è una vibrazione di mancanza, di blocco, di chiusura.
È come dire alla vita: “Non ho potere. Confermamelo”.
Ma ogni volta che decidi di elevarti,
di guarire, di lasciare andare, di trasformare,
la vibrazione cambia.
E l’universo, che ascolta la frequenza e non le parole,
risponde in modo completamente diverso.
Perché la vera forza non è non cadere mai:
è non restare mai nella postura di chi non può rialzarsi.
"Semi delle stelle"

Enea scende nell'oltretomba, guidato dalla Sibilla di Cuma

Enea scende nell'oltretomba, guidato dalla Sibilla di Cuma, per incontrare il padre Anchise nei Campi Elisi, dove Anchise gli svela il destino di Roma, mostrandogli le anime dei futuri eroi e imperatori, da Romolo ad Augusto, legando la storia di Enea alla gloriosa grandezza di Roma. Questo viaggio, centrale nell'Eneide, è un'esperienza di iniziazione che rivela lo scopo della missione troiana e legitima la potenza imperiale romana, attraverso visioni, incontri dolorosi (come Didone) e profezie cruciali, consolidando il legame tra l'eroe e la stirpe divina. 

Il viaggio e gli incontri

Guida: La Sibilla di Cuma, profetessa di Apollo, accompagna Enea attraverso l'ingresso infernale presso il Lago d'Averno.

I fiumi: Attraversano l'Acheronte con Caronte, traghettando le anime degli insepolti.

Le anime: Enea incontra figure dolorose come Didone, che lo respinge, e i suoi compagni troiani, come Palinuro, che chiede sepoltura.

I Campi Elisi: Giungono nel luogo di pace dove risiedono i virtuosi, guidati da Anchise

Il ruolo di Anchise

Profezia e visione: Anchise mostra a Enea la "fila" dei futuri grandi Romani, collegando il suo destino personale a quello di una nazione.

Metempsicosi: Illustra la teoria della reincarnazione delle anime, spiegando che torneranno nel mondo per compiere il destino.

Gloria di Roma: Il padre esalta i futuri eroi, da Romolo a Giulio Cesare e Augusto, confermando la missione divina di Enea e la grandezza di Roma. 

domenica 9 novembre 2025

Pietro da Cortona, Angelo custode (1646), Palazzo Barberini

 



olio su tela; Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica

domenica 28 settembre 2025

Cabala del Cavallo Pegaseo con l’aggiunta dell’Asino Cillenico (1585) G Bruno

SONETTO IN LODE DE L’ASINO.

O sant’asinità, sant’ignoranza,
Santa stolticia e pia divozione,
Qual sola puoi far l’anime sì buone,
Ch’uman ingegno e studio non l’avanza;
Non gionge faticosa vigilanza
D’arte qualunque sia, o ‘nvenzione,
Né de sofossi contemplazione
Al ciel dove t’edifichi la stanza.
Che vi val, curiosi, il studïare,
Voler saper quel che fa la natura,
Se gli astri son pur terra, fuoco e mare?
La santa asinità di ciò non cura;
Ma con man gionte e ‘n ginocchion vuol stare,
Aspettando da Dio la sua ventura.
Nessuna cosa dura,
Eccetto il frutto de l’eterna requie,
La qual ne done Dio dopo l’essequie.

lunedì 22 settembre 2025

sonetto di Percy Bysshe Shelley-Ozymandias

 «Incontrai un viandante di una terra dell'antichità, 

Che diceva: “Due enormi gambe di pietra stroncate

Stanno imponenti nel deserto… Nella sabbia, non lungi di là,
Mezzo viso sprofondato e sfranto, e la sua fronte,
E le rugose labbra, e il sogghigno di fredda autorità,
Tramandano che lo scultore di ben conoscere quelle passioni rivelava,
Che ancor sopravvivono, stampate senza vita su queste pietre,
Alla mano che le plasmava, e al sentimento che le alimentava:
E sul piedistallo, queste parole cesellate:
«Il mio nome è Ozymandias, re di tutti i re,[11]
Ammirate, Voi Potenti, la mia opera e disperate!»
Null'altro rimane. Intorno alle rovine
Di quel rudere colossale, spoglie e sterminate,
Le piatte sabbie solitarie si estendono oltre confine”.»

lunedì 15 settembre 2025

Richard Bartlett

 "Tanto per cominciare, bisognerà che teniate a mente che qualsiasi cosa riconosciamo come verità è probabilmente frutto di una qualche distorsione."

mercoledì 3 settembre 2025

Calligaris Giuseppe

concetto basilare l'ammalato che ha in sé la causa del suo male può avere anche in sé la medicina per guarirlo che in taluni casi è più rapida nella sua azione e più meravigliosa nei suoi effetti di qualunque altra che la scienza unita di tutti gli uomini potrebbe per avventura somministrare nel considerare il potere che i pensieri credenze ed emozioni esercitano sulle persone sul loro stato di salute 

mercoledì 28 maggio 2025

sindrome Hubris

L’hubris, un termine che risale all’antica mitologia greca, descrive un orgoglio eccessivo o una sicurezza in se stessi che spesso precedono la caduta. Sebbene la sua presenza sia ben nota nella letteratura e nelle storie tragiche, solo recentemente la psicologia ha iniziato a esplorare la “sindrome dell’hubris” come un fenomeno rilevante nella vita reale. 

Una nuova ricerca condotta da Jean-Paul Selten dell’Università di Maastricht (2023) ha identificato sette segnali chiave che indicano quando un individuo è caduto preda di questa serie di tratti potenzialmente dannosi, spesso associati all’abuso di potere.

mercoledì 8 gennaio 2025

Garigliano

Ti ho intravisto talvolta in una creatura, in un momento, in

un'emozione ma non so distinguerti da me, 

così questo paese dove sono nato,

ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo,

adesso che il mondo l'ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, 

non so se da ragazzo mi sbagliavo.

Poi un paese ci vuole

non fosse che per il gusto di andarsene via.

un paese vuol dire non essere soli,

sapere che nella gente, nelle piante, nella terra 

c'è qualcosa di tuo che anche

quando non ci sei resta ad aspettarti

sabato 28 dicembre 2024

Septvagies septies


 

martedì 5 novembre 2024

Da te Costantinopoli

 Da te Costantinopoli

pertì ‘na bella Signora, Maria della Civita, refugium peccatò. Gaeta fu sbarcata ‘na cascia de cristall ‘cu duie munec’ sant’ l’andarn accompagnà. La messa fu ‘ndisposta gliù popol’ ci curreva ci currev senza la fede Maria se n’andò. Se n’andò sola solella ancoppe a ‘nu munticieg a ‘ncopp a ‘na lecinella sola sola ad abitar. Ce steve ‘nu giovn mut a pasc ‘l vaccarell Maria de la Civita gli rett la favell. La voce se spannea pe’ tutt la città Maria de la Civita che belle grazie fa. Maria de la Civita pregava il suo Figliuolo per’ chigliu sant chiuov Dio gli pozza perdunà. Maria della Civita pregava il suo Figliuolo pe’ quelle sante mani Dio gli pozza sallevar.
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lunedì 24 giugno 2024

Louis L'Amour

 


mercoledì 5 giugno 2024

FPV First Person View

 immaginazione in First Person View

martedì 14 maggio 2024

Oikos

 Il potere del subconscio

Joseph Murphy


Neville Goddard, L’insegnamento di Abdullah: Spiegazione e tecnica in pratica

lunedì 6 maggio 2024

citazione

Vorrei vivere  "Dove vanno i sogni quando ci si sveglia".

mercoledì 17 aprile 2024

martedì 16 aprile 2024

Friedrich Nietzsche - sassi nello stagno.

“Cosa fai nella vita?…
 Getto sassi nello stagno.
 Insomma, fai buchi nell’acqua?
 Certo, ma anche tante piccole onde.”

giovedì 21 marzo 2024

Nankurunaisa

Nankurunaisa non è una parola, ma una frase estrapolata da una sorta di proverbio: “makutu sookee nankuru nai”, che sostanzialmente vuol dire “comportati come dovresti e in qualche modo vedrai che tutto andrà bene”.

venerdì 1 marzo 2024

Ozymandias

La transitorietà del potere: “Ozymandias” di Percy Bysshe Shelley

mercoledì 22 novembre 2023

Madame de Staël

 “La contrada dell’universo dove i vulcani, la storia e la poesia hanno lasciato più tracce”. È così che la baronessa francese Madame de Staël descriveva i Campi Flegrei.

martedì 21 novembre 2023

Stupido che grida

 Il problema è che viviamo in un mondo in cui si ascolta più lo stupido che grida, dell’intelligente che tace. Dove la maleducazione è accettata e la gentilezza incompresa. Dove più sei stronzo più ottieni, dove le persone buone hanno più gastriti che riconoscimenti.

venerdì 15 settembre 2023

nuova regola di facebook

 Domani inizia la nuova regola Facebook/Meta e io dò il mio permesso alle Guardie Svizzere, al priorato di Sion, a Jeeg robot d'acciaio, agli abitanti della terra di mezzo, a quelli dell’isola che non c’è, ai Goonies, a Bianca e Bernie, al Bianconiglio, a Pippo, Pluto & Paperino, Cip & Ciop, Topolino e tutta la Walt Disney, a Walker Texas Rangers, ai Vendicatori, a The Matrix, agli Iilluminati e pure ai Crociati di fare quel che vogliono di tutte le stronzate che pubblico su Facebook.

E nella consapevolezza che la mia privacy è finita quando ho comprato il primo pc e nel ricordarvi che qualsiasi dichiarazione facciate non ha alcun valore legale, porgo un cordiale saluto a tutti gli agenti dei servizi segreti che ogni giorno leggono le mie mail, scansionano i miei computer, filtrano la mia connessione e correggono i miei compiti a casa.
Copia e incolla questo messaggio sul tuo diario o l’uomo nero verrà a prenderti stanotte.

mercoledì 10 maggio 2023

Non serve sapere tante cose ma conoscere i legami e le relazioni.

Edgar Morin, (pseudonimo di Edgar Nahoum  Parigi, 1921)
Filosofo e sociologo francese. E' una delle figure più prestigiose della cultura contemporanea.
Noto per l'approccio transdisciplinare, con il quale ha trattato un'ampia gamma di argomenti, afferma la necessità di una nuova conoscenza che superi la separazione dei saperi presente nella nostra epoca e che sia capace di educare gli educatori al pensiero della complessità.
Ritiene necessaria una riforma del pensiero che possa consentire di evitare il nozionismo e la separazione tra cultura umanistica e cultura scientifica. 
Osserva che bisogna saper collegare i saperi per dare loro un senso.
Non serve sapere tante cose ma conoscere i legami e le relazioni.

Latino

Ecco 20 parole Latine che usiamo abitualmente tutti i giorni:
1️⃣ Alter Ego
2️⃣ Bonus
3️⃣ Bis
4️⃣ Curriculum Vitae
5️⃣  Deficit
6️⃣ Et cetera
7️⃣  Ex Equo
8️⃣ Extra
9️⃣ Idem
🔟 Incipit
1️⃣1️⃣ In Extremis
1️⃣2️⃣ Factotum
1️⃣3️⃣ Lapsus
1️⃣4️⃣ Post Scriptum
1️⃣5️⃣ Referendum
1️⃣6️⃣ Super
1️⃣7️⃣ Una Tantum
1️⃣8️⃣ Tabula Rasa
1️⃣9️⃣ Vice Versa
2️⃣0️⃣ Virus
Ecco invece 7 parole che magari credevate fossero inglesi e invece sono latinissime:
1️⃣ Campus
2️⃣ Gratis
3️⃣ Junior
4️⃣ Monitor
5️⃣ Sponsor
6️⃣Tutor 
7️⃣ Video


martedì 9 maggio 2023

lunedì 20 febbraio 2023

Marco Pianigiani - Delfini - Norvegia - Castellamare

 "Sono in Norvegia, in fondo ad un fiordo del cazzo, privo di qualsiasi attrattiva naturalistica, se non fosse perché il termine villaggio è completamente diverso dalla nostra tradizione mediterranea e dalla nostra percezione semantica; un territorio di 1410 km quadrati con una popolazione di 1147 abitanti, come capirò in seguito, uguale ad altri mille, ovvero una impalpabile spolverata di case lontane una dalle altre. Nella lunga notte invernale queste case sono rintracciabili ai bordi dell’unica strada che circumnaviga il fiordo perché hanno delle abat-jour, delle luci, delle candele finte alle finestre prive di scuri e sempre accese notte e giorno. 

- Questa lontananza abitativa delle persone è rappresentativa della densità dei sudditi del regno, più grande dell’Italia, con soli cinque milioni di abitanti. La prima caratteristica di questo popolo che salta all’occhio dello straniero è la presunzione di superiorità evidente effetto della mancanza di abitudine alla convivenza che inevitabilmente porta al confronto con gli altri e ad una reale consapevolezza di sé come individui e come popolo. 
- I Norvegesi disprezzano gli Svedesi, figuriamoci gli Italiani. 
Come sono finito in questo posto? Lavoro in un grande gruppo cantieristico italiano e sono in una squadra che deve consegnare una nave rompighiaccio per ricerca oceanografica ad un armatore norvegese presso il cantiere che si trova in fondo a questo fiordo del cazzo. E questo posto improvvisamente si è trasformato in un laboratorio antropologico dove ho capito fino in fondo perché noi italiani siamo amati individualmente ma odiati come popolo.
Guardo gli operai norvegesi sono esteticamente impeccabili, tuta mai scolorita, scarponi, casco, occhiali protettivi, cuffie antirumore, ma tecnicamente incapaci per fare un lavoro banale; serve un quaderno di istruzioni.
 Poiché con gli operai norvegesi non riuscivo a completare gli ultimi lavori per la consegna della nave, ho dovuto richiamare la mia squadra italiana che è formata da un gruppo di napoletani; una mattina si sono presentati in cantiere in otto; chi già con addosso gli abiti da lavoro, chi con un sacchetto del Conad con dentro una tuta che ha visto mille lavaggi.
Il loro capetto si chiama Maurizio, come dice lui “coming from Torre Annunziata”. Lo guardo e gli chiedo: 
-“Dove sono i cassoni degli attrezzi e del materiale?”
-“Boss mi hai chiamato ieri l’altro sera, secondo te in 24 ore oltre a trovare un volo ed un albergo cosa posso fare di più?” 
-“Secondo te con che cazzo lo facciamo il lavoro?” 
-“Sono le 8 del mattino, in portineria mi hanno detto di andare tutti insieme al corso della sicurezza di questi mammalucchi e poi mi organizzo”.
Sto per inveire tutti suoi avi quando mi dice: 
-“Prima che tu cominci a gridare nel telefono aspetta mezzogiorno che ti do un ritorno”.
-“Se non mi arriva il ritorno sicuramente ti arriverà una flangia cieca DN300 in piena fronte”.
Arrivò mezzogiorno, e passò; mezzogiorno e mezzo, niente; all’una arriva Maurizio, prima che potessi offenderlo come sempre mi anticipò: 
-“Già che c’ero sono andato a mangiare, poi ho trovato il magazzino del materiale, ho visto che c’è quasi tutto quello che mi serve e mi sono messo d’accordo con Alf”.
-“E chi è Alf?” 
-“Il magazziniere, è nu bravo guaglione” 
- “Ma Alf parla inglese?”
- “No, ma quando mai! e poi io non parlo inglese”
- “Chissà che cazzo avrà capito!” 
- “Ho trovato anche il magazzino degli attrezzi, è a disposizione di tutti, inoltre i polacchi mi prestano il banco, la saldatrice, il cannello, la piegatubi, e la torcia per il TIG”
- “E le fasce di sollevamento?”
- “Sono d’accordo con il gruista dopo le tre si ferma e mi fa gli imbarchi; domani sera ti chiudo il primo impianto”.
Maurizio non è mai stato in questo cantiere, non è mai stato in Norvegia, ma è laureato in sopravvivenza alla facoltà di Castellammare di Stabia, guardo lui e guardo i suoi uomini guizzare come delfini intorno ai norvegesi che sembrano un branco di acciughe stordite.
Ecco perché questo popolo è odiato, perché è più intelligente.”

     Ing. Marco Pianigiani, ingegnere navale a La Spezia



giovedì 12 gennaio 2023

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