lunedì 19 ottobre 2015

G.R.

La fortuna è Dio, il destino sono Io
Gustavo Adolfo ROL

sabato 17 ottobre 2015

Idea

Federico II

Nicola Cusano

Cesare Vanini
Giordano Bruno

Viktor Schauberger

Rudolf Steiner  Goetheanum



Max Born

Wilhelm Reich

Max Planck
Pedro Calderón de la Barca
Nikola Tesla

Chi è ?




Stanislav Evgrafovič Petrov

martedì 13 ottobre 2015

impossible

Start by doing what's necessary, then what is possible . And suddenly you will be surprised to do the impossible...

domenica 20 settembre 2015

SUD

Quello che ti fa sentire meridionale sono le sfumature che solo chi conosce il Sud riesce a cogliere: sono le leggi non scritte che regolano la vita di ogni giorno, quello che ai forestieri sembra caos, e invece ha un ordine ben preciso.

mercoledì 9 settembre 2015

La corsa del Topo - The Rat Race alias La ruota del criceto

reinterpretato dal libro “Padre Ricco Padre Povero" dell'imprenditore statunintese Robert Kiyosaki. Uno dei primi concetti importanti di cui parla Kiyosaki in questo suo testo: La Corsa del Topo


Nasce un figlio, che poi va a scuola.
Poi passa all’università e si laurea.
Poi? Spesso c’è un Master di specializzazione e finalmente il ragazzo può puntare ad un buon lavoro, un bel posto fisso.
In alternativa può diventare un professionista…
Fa carriere, se gli va bene, potrebbe finire nell’amministrazione pubblica…
Guadagna bene ed inizia ad usare le prime carte di credito…
Con un pò di soldi in tasca inizia a frequentare locali in cui conosce coetanei e se gli va bene trova un partner con cui sposarsi: finalmente due redditi in una sola casa!
La coppia si sente forte e decide di comprare un “nido d’amore”, un’auto, l’ultimo modello di televisore e di andare spesso in vacanza.
Arriva poi il giorno di un piccolo erede.
Inizialmente il figlio porta parecchie spese, perciò la coppia è costretta a fare qualche straordinario per mantenere il tenore di vita…
Magari arriva anche una promozione o un aumento di stipendio, ma il secondo figlio è alle porte…
Col secondo figlio, i due giovani sposi devono impegnarsi ancora più diramente sul lavoro… sempre con lo scopo di aumentare i redditi.
A questo punto, può rivelarsi necessario un secondo lavoro.
Sale il reddito, sale proporzionalmente anche lo scaglione dell’imponibile fiscale, sale la tassa immobiliare sulla casa più grande che è stato necessario prendere e con queste, tutte le varie imposte…
I due giovani guadagnano un buono stipendio mensile, ma – giustamente – si chiedono dove finiscano tutti i loro soldi.
“La coppia felice, nata 35 anni fa, è ormai intrappolata nella Corsa del Topo per il resto dei suoi giorni lavorativi.
Lavorano per i proprietari dell’azienda in cui sono impiegati, per le tasse che mantengono lo stato, per pagare le carte di credito ed estinguere il mutuo immobiliare contratto con la banca.”
E cosa insegnano ai loro figli?
“a studiare sodo, prendere buoni voti e trovare un posto fisso”!
Non sanno nulla sul denaro e non fanno nulla per imparare, perchè non sanno di non sapere.
Il risultato?
Faticano come schiavi per un’intera vita e tramandano alle generazioni successive lo stesso destino: la Corsa del Topo!
“I bambini passano anni in un sistema educativo antiquato a studiare materie che non useranno mai, preparandosi per un mondo che non esiste più.”
Oggi il consiglio più pericoloso che puoi dare ad un ragazzo è: “Va’ a scuola, prendi voti alti e poi cercati un lavoro sicuro”
E’ un consiglio vecchio e sbagliato. E’ solo un’abitudine culturale: “è sempre stata la cosa giusta da fare”.

martedì 4 agosto 2015

Vola piccolo gabbiano

Vola piccolo gabbiano,
vola
Sin dove si fondono cielo e mare
E vento e onde cantano e piangono l’accordo della nostalgia,
vola su questa meste quiete,
dove il mare giace silente,
sino a quanto di te la volontà e lo speme
sconfiggeranno lo spazio infinito.
Vola piccolo gabbiano,
da colei che più di tutte ho amato.
Leggero come un uccello è l’animo mio se presto saremo uniti.

(Giordano Bruno)

martedì 28 aprile 2015

Il principio della rana bollita, utilizzato dal filosofo americano Noam Chomsky,
 fa riferimento alla Società, ai Popoli che accettando passivamente, il 
degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori, dell'etica, ne 
accettano di fatto la deriva.
 
Il principio della rana bollita
Immaginate in un pentolone pieno d'acqua fredda, nel quale nuota tranquillamente una rana.
Il fuoco è acceso sotto la pentola, l'acqua si riscalda pian piano.
Presto l'acqua diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole.
La temperatura sale. Adesso l'acqua è calda, un pò più di quanto la rana non apprezzi.
La rana si scalda un pò tuttavia non si spaventa.
Adesso l'acqua è davvero troppo calda, e la rana la trova molto sgradevole.
Ma si è indebolita, e non ha la forza di reagire.
La rana non ha la forza di reagire, dunque sopporta. Sopporta e non fa nulla per salvarsi.
La temperatura sale ancora, e la rana, semplicemente, finisce morta bollita.
Ma se l'acqua fosse stata già bollente, la rana non ci si sarebbe mai immersa, avrebbe dato un forte colpo di zampa per salvarsi.
Ciò significa che quando un cambiamento viene effettuato in maniera sufficientemente lenta e graduale sfugge alla coscienza, e non suscita nessuna reazione, nessuna opposizione.
 

lunedì 23 febbraio 2015

Risonanza - Ut omnia unum sint

domenica 22 febbraio 2015

ExoTropic Mind

Grazie per i commenti.

sabato 7 febbraio 2015

Video

 Terra dei..

giovedì 5 febbraio 2015

"A Morte Devagar" Martha Medeiros

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga
maggiore
del semplice fatto di respirare!
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità."
"Martha Medeiros"

venerdì 24 ottobre 2014

Harvard

Un giorno un fuori bordo attracca in un piccolo villaggio messicano sulla costa.
Un tturista americano fa i complimenti ad un pescatore messicano sulla qualità del pesce e gli chiede quanto tempo ha impiegato per pescarlo.
“Poco tempo” risponde il messicano.
“Ma allora, perchè non sei rimasto un altro po’ per pescare di più?” chiede l’americano.
Il messicano gli spiega che quanto pescato e’ sufficiente a soddisfare i propri bisogni e quelli della sua famiglia.
L’americano chiede “Ma cosa fai con il resto del tuo tempo?”
“Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei bambini, e faccio la siesta con mia moglie. La sera poi, esco e vado ad incontrarmi con gli amici nel villaggio, bevo qualcosa con loro, e suoniamo e cantiamo insieme…. insomma ho una vita intensa.”
L’americano lo interrompe: “Io ho un dottorato conseguito ad Harvard, e faccio il consulente, io ti posso aiutare! Dovresti iniziare a pescare un po’ piu’ a lungo ogni giorno. Cosi’ potrai vendere il pesce in piu’ che hai pescato.
Con il guadagno potrai comprarti una barca piu’ grande. La barca piu’ grande portera’ piu’ soldi e potrai acquistare una seconda barca e poi una terza finché non avrai una flotta di pescherecci.
Invece di vendere i tuoi pesci alle persone, potresti contattare direttamente l’industria alimentare per vendere loro i pesci e forse un domani aprire un proprio impianto alimentare.
Potrai lasciare questo piccolo villaggio e trasferirti a Citta’ del Messico, a Los Angeles o anche a New York. Da li’ dirigere la tua grande industria.”
“E quanto tempo ci vuole?” chiede il messicano.
“Venti, forse venticinque anni” rispose l’americano.
“E dopo?”
“E dopo? E’ qui che la cosa si fa interessante” risponde l’americano ridendo.
“Quando il tuo volume d’affari crescera’, potrai iniziare a vendere azioni ed a guadagnare milioni!”
“ E dopo?”
“Dopo potrai andare in pensione, andare a vivere in un piccolo villaggio sulla costa, dormire fino a tardi, giocare con i nipoti, pescare un paio di pesci, fare la siesta, e passare le tue serate a bere e a divertirti con gli amici…” 
"ahh ahh  ahh  ahhhh"


Grazie per i commenti.

mercoledì 3 settembre 2014

Chi lo sapeva????

Grazie per i commenti.

martedì 2 settembre 2014

Warka Water

http://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/nel-mondo/warka-water-acqua-potabile-etiopia-776.html


Gli architetti italiani Arturo Vittori e Andreas Vogler dello studio Architecture and Vision, hanno sviluppato, con il sostegno del Centro Italiano di Cultura di Addis Abeba e la EiABC (Ethiopian Institute of Architecture, Building Construction and City Development) il progetto “Warka Water”, una torre di raccolta dell'acqua realizzata a mano e con materiali naturali. Il progetto, presentato per la prima volta alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2012, è rivolto alle popolazioni rurali dei paesi in via di sviluppo, dove le condizioni infrastrutturali ed igieniche rendono l'accesso alla acqua potabile quasi impossibile.

AAA Design for the other 90%: invenzioni per portare acqua e luce a chi non ne ha


In particolare nelle aree montane dell'Etiopia le donne e i bambini sono costretti a percorrere lunghi percorsi a piedi per approvvigionarsi da fonti la cui sicurezza dell'acqua è compromessa dal rischio di contaminazione dovuto alla condivisione delle fonti con il bestiame. Questa situazione comporta, oltre ad un elevato rischi per la salute, un aggravio notevole di lavoro per le donne già impegnate in molteplici mansioni domestiche ed accentua l'impossibilità per i bambini e le donne stesse di accedere all'educazione scolastica.
Il “Warka Water” si pone come soluzione alternativa per risolvere almeno in parte questa situazione.
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AAA IL PROGETTO DELLA TORRE DI GIUNCOLa torre dell’acqua ha una struttura reticolare a maglia triangolare realizzata con il giunco, materiale naturale facilmente reperibile e può essere costruita facilmente dagli abitanti stessi. All'interno della torre, alta 9 metri, è alloggiata una rete realizzata con un tessuto speciale, polietilene tessile, in grado di raccogliere l'acqua potabile dell'aria tramite condensazione. 
La struttura pesa solo 60 kg, è composta da 5 moduli che possono essere installati dal basso verso l'alto da 4 persone senza la necessità di ponteggi, data la sua leggerezza il sistema deve essere fissato al terreno. “Warka Water” può raccogliere fino a 100 litri di acqua potabile al giorno.

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Foto in alto: © Gabriele Rigon

AAA L'ISPIRAZIONE
Il progetto italiano raccoglie al suo interno i segni di diverse fonti di ispirazione, che uniscono l'aspetto sociale, ecologico ed estetico.
Il nome Warka scelto per il progetto, deriva dalla lingua etiope ed identifica un grande albero di fico, che nella tradizione è simbolo di fecondità e generosità. 
Allo stesso tempo Warka, nella cultura pastorale etiope, designa il luogo di aggregazione e istruzione della comunità. Purtroppo a causa del progressivo disboscamento di queste aree la scomparsa di questi alberi e dell'identità culturale ad essi legata sembra inevitabile.

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Da un punto di vista ecologico, il sistema trae ispirazione dal piccolo coleottero Namib, copiando le sue strategie di adattamento al clima. Il piccolo insetto raccoglie l'acqua del deserto facendo condensare l'umidità sul suo addome, dove si trasforma in piccole gocce, che scivolando sul dorso idrorepellente, raggiungono la bocca.

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Infine, da un punto di vista estetico gli architetti si sono ispirati all'artigianato tradizionale etiope ed alle nasse tradizionali utilizzate nel Mediterraneo.
La speranza è quella di poter iniziare a diffondere nel 2015 le Warka Water nei territori rurali etiopi.
Immagini | © architecture and vision

martedì 5 agosto 2014

Vesuvio - Angelo de Falco - Zezi - Spakka Neapolis

Si mont' o si 'ma mont' 'e na jastemm'
Si 'a morte si 'na mort' ca' po' tremm'
Montagna fatta 'e lava 'e cient' len' (gue)
Tu tien' 'mman a te' sta vita meja
So pizz' 'e case o so pizz' 'e galera
addò staje chiuse d'a matina a sera
si' o purgatorio 'e tutt' chesta 'ggente
ca vive dint' e barrache e vive 'e stient'

si fumm' o si nun fumm' 'o faje rumore
'o fuoco che te puort' dint' o core
quann' fa notte 'e o ciel' se fa scur'
sul' o ricordo 'e te ce fa paura
chi campa 'nsiene 'a te, te para' nient'
si jesce pazz è pazz overamente
l'unica verità pe' tutt' quante
sarria chell' 'e fui'
ma po' addo' jamm' , primma ca tocca juorno
dopp' tant' stu' ffuoco e lava ce port' tutt' quant'
a 'mmiez' a via
(strumentale)
chi campa 'nsiene 'a te, te para' nient'
si jesce pazz è pazz overamente
l'unica verità pe' tutt' quante
sarria chell' 'e fui'

sabato 21 giugno 2014

venerdì 20 giugno 2014

Reprimere la tratta dei negri (1839)

Reprimere la tratta dei negri (1839)

Sapevate che Ferdinando II volle contrastare la "tratta de' negri", giudicandola un traffico abbominevole. Così, in effetti, fece nell'autunno del 1839, allorché promulgò la Legge per prevenire e reprimere i reati relativi al traffico conosciuto sotto il nome di Tratta de' negri. Composta di 15 articoli, la Legge prevedeva pene diverse a seconda che il bastimento utilizzato per la tratta fosse bloccato prima della partenza o preso dopo, in mare, senza aver però compiuto il traffico. Potevano beneficiare di sconti di pena sostanziale i membri dell'equipaggio che avvisavano per tempo la pubblica sicurezza, ma tali benefici non valevano mai per l'armatore, per il capitano, per gli ufficiali, per il proprietario, l'assicuratore e il prestatore di capitali. Incorreva nelle sanzioni anche chi fabbricava, vendeva o acquistava i ferri da utilizzarsi nella tratta. La pena era più grave, poi, se qualcuno dei negricompresi nel traffico fosse stato fatto oggetto di maltrattamenti o di omicidio. La Gran Corte criminale, cui era preposto il giudizio in merito, aveva anche il compito di provvedere alla liberazione degli schiavi di colore, ai quali era data, gratuitamente, copia legale della decisione di libertà. La legge prevedeva, infine, che i proventi della vendita dei bastimenti e dei beni confiscati servissero alla piena attuazione dei trattati stipulati con la Francia e con la Gran Bretagna proprio per arginare l'abominevole traffico.

lunedì 9 giugno 2014

pillola

"Se hai conosciuto la felicità non sarai mai crudele con nessuno, 
non puoi esserlo. "

Osho

mercoledì 4 giugno 2014

Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.


Pericle

Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.


Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

lunedì 12 maggio 2014

da beppegrillo.it 12-maggio-2014


Io, qui, da questo posto, da questa Toscana, dall’Italia, dall’Europa, non ho ricevuto un Euro. L'uomo che sussurra alle vigne è anche il titolo di un libro, che parla di me,
io non sono uno scienziato, però credo che la musica sia una componente talmente importante per la nostra vita che coinvolgere anche le piante e gli animali non sia una cosa sbagliata. Anzi. è una cosa utile. Mi auguro solo che questa metodologia - che è stata premiata anche dalle Nazioni Unite nel 2011 e ci ha inserito nei 100 progetti più eco-sostenibili del mondo - possa partire orgogliosamente dalla Toscana, da Montalcino, per investire anche tutti gli altri posti dove c’è agricoltura e viticoltura, per arrivare a uno scopo: uccidere OGM e chimica! Se le frequenze possono fare quello che fa la chimica con i suoi effetti devastanti e gli OGM, saremo tutti felici. Carlo Cignozzi, avvocato e agricoltore.

Carlo Cignozzi - Questo è un territorio magnifico, siamo a Montalcino, in un podere antico che ha quasi mille anni. Si chiama Paradiso di Frassina. Io sono capitato qui, in Val d’Orcia, 15 anni fa, in questo perdersi di colline dove non c’è nessuna bruttura. C’è solo arte, cultura. E' un posto unico al mondo. Non per niente è patrimonio dell’umanità. Io sono venuto qui alla fine degli anni 90, e ho capito che in questo posto si poteva fare qualcosa di straordinario: mettere la musica. In questo magnifico posto, dove si faceva il mitico Brunello, io ho avuto questa illuminazione: se gli orientali, che sono i migliori osservatori della natura hanno detto che la musica e le frequenze sonore possono aiutare la natura a crescere meglio, io voglio seguirli, non so che cosa sarà.
Facevo l’Avvocato, però mi piaceva capire che cosa avrebbe potuto succedere con le onde sonore e la vigna di Brunello che mi apprestavo a fare. Ho iniziato a fare questa sperimentazione da solo. Poi ho notato che con le prime casse musicali messe negli angoli dei filari c’era una vita migliore, il metabolismo era accelerato, c’erano dei processi fisiologici migliorativi. Successivamente ho iniziato a collaborare con l’università di Firenze, con il grande professore Mancuso, che è un'autorità nel campo della cosiddetta neurologia vegetale. Abbiamo fatto un capitolato di ricerca anche con l'Entemologo professor Luchi, dell’università di Pisa. Nel giro di pochi anni abbiamo capito che le frequenze sonore, così come la luce, riescono a dare una vita e un metabolismo migliorativo a tutta la pianta.
C’è stato un boom mediatico, qui sono venute tutte le televisioni del mondo. A un certo punto negli Stati Uniti di America, un personaggio - Amar Boose - uno dei più grandi intelletti dell’audio, che a Boston si era nutrito con il MIT di grande fervore scientifico sull'acustica, aveva creato la sua compagnia: la Boose Corporated, la Roll Royce del suono.
Questo signore mi ha visto alla televisione, a Good Morning America, e mi ha aiutato. Io, qui, da questo posto, da questa Toscana, da queste istituzione, dall’Italia, dall’Europa, non ho ricevuto un Euro. Il professore Boose è arrivato qui attraverso il suo senior advisor. Mi ha dato una lettera, e pensavo che mi volesse vendere i diffusori a caro prezzo della Boose. Ho risposto: guardate che io non ce la faccio a pagare i diffusori della Boose. E quell'uomo mi risponde: io sono qui solo per darle questa lettera. Allora la apro e trovo scritto: "Carlo non ti conosco, ma io sono induista, e come tutti gli induisti io credo nella vibrazione universale. La musica è la più bella vibrazione che noi possiamo cogliere, ma noi umani non dobbiamo essere presuntuosi, perché questa vibrazione, che è la musica, non è fatta solo per noi, ma è per tutto il mondo biologico, comprese le povere piante che rappresentano il 98 per cento del mondo biologico in questa terra. I follow you, ti aiuterò".
Questa è stata per me una cosa meravigliosa, ho iniziato a collaborare con questo personaggio e questo personaggio mi ha dotato di un centinaio di diffusori di ultima generazione, a allo stesso tempo ha aiutato anche l’Università di Pisa e di Firenze.
La musica è una vibrazione utile all'uomo. Noi abbiamo bisogno di musica. Hai mai visto - dallo sciamano ai grandi concerti degli anni 2000 - che l’uomo abbia detto no alla musica? No! Ha iniziato con il ritmo, la percussione, con la melodia, la voce, e con la armonia, la composizione di vari suoni, ad avere ingresso in un mondo nuovo, che è il mondo della musica e dell’armonia. Nessuna civiltà umana ha fatto a meno della musica, questo ci fa pensare. E il discorso non riguarda solo gli uomini. Nel Medioevo, ad esempio, i monaci francesi con le loro ricerche e osservazioni, avevano notato che mettendo la stalla vicino al coro dove si esibivano i canti gregoriani, le mucche di quelle stalle producevano più latte e di una qualità migliore.
Lasciamo stare Pitagora, Newton, tutto quello che è stata la ricerca della musica e armonia dal punto di vista dell’uomo o anche dal punto di vista matematico, geometrico e fisico. Io non sono uno scienziato, però credo che la musica sia una componente talmente importante per la nostra vita che coinvolgere anche le piante e gli animali non sia una cosa sbagliata. Anzi. è una cosa utile. Mi auguro solo che questa metodologia - che è stata premiata anche dalle Nazioni Unite nel 2011 e ci ha inserito nei 100 progetti più eco-sostenibili del mondo - possa partire orgogliosamente dalla Toscana, da Montalcino, per investire anche tutti gli altri posti dove c’è agricoltura e viticoltura, per arrivare a uno scopo: uccidere OGM e chimica! Se le frequenze possono fare quello che fa la chimica con i suoi effetti devastanti e gli OGM, saremo tutti felici.
Federico Ricci:Ciao agli amici del Blog di Beppe Grillo, Io sono Federico Ricci, agronomo e enologo del Paradiso di Frassina a Montalcino, azienda biologica dove stiamo sperimentando dal 2006 l’effetto delle onde sonore sulla vite. Una cosa molto particolare, siamo seguiti dall’università di Firenze e di Pisa. L’università di Firenze studia gli effetti delle onde sonore sulla Vite, quella di Pisa invece gli effetti del suono sugli insetti che volano in vigna.
Bene, i risultati sono fenomenali, in quanto per ciò che riguarda la pianta ci siamo resi conto che le onde sonore, la musica classica, quindi le basse frequenze, le vibrazioni, stimolano dentro la pianta un maggiore scambio di ioni di potassio e calcio tra le cellule. La pianta è più resistente alle malattie in generale. Noi che siamo una azienda biologica possiamo ridurre di più del 50% le dosi di rame e di zolfo che diamo in vigna per i trattamenti, e la pianta comunque è stimolata anche a lavorare di più e quindi a produrre di più, e ad anticipare l’epoca di maturazione, che è molto importante, perché così andiamo a vendemmiare in periodi più tranquilli, senza il rischio di piogge, di muffe, di umidità.
Queste sono due effetti molto molto importanti, perché ridurre la quantità di Rame e di Zolfo in Vigna vuole dire anche avere un terreno più sano, falde acquifere più sane, ma anche poi un grappolo e un vino più sano, questo è inevitabile.
Gli studi dell’università di Pisa invece si concentrano, appunto, come dicevo prima sugli insetti che volano in vigna. Ci siamo resi conto, mettendo diverse trappole nei vigneti sia nelle piante, nei punti dove c’è il suono e dove non c’è il suono, che gli insetti utili restano in vigna (sono quelli importanti per l’impollinazione di tutte le piante). Gli insetti dannosi, invece, se ne vanno via, in particolare modo le cicaline, che sono quelle che causano una malattia molto importante, cioè la flavescenza dorata. Come mai la musica allontana questi insetti? Perché questi comunicano tra maschio e femmina con vibrazioni del proprio corpo sulla pianta. Le onde sonore emesse dalle nostre casse fanno sì che mandino in confusione questi insetti, non si riconoscono più, il maschio non trova più la femmina, quindi se ne vanno in posti più tranquilli per comunicare. E quindi abbiamo la possibilità di non trattare la pianta contro questa malattia e quindi anche in questo caso si hanno grappoli più sani e un vino sicuramente più sano e naturale.

Carlo Cignozzi Più sei vicino alla pianta meglio è. Più la musica invade con questi pacchetti di energia discreta sonora e armonia, meglio è. Chi vuole, se lo può fare anche a casa. Non c’è bisogno di invocare università o grandi compagnie internazionali. Potete farlo anche con il buon gusto e la sensibilità. Molte donne che vengono a visitare il mio vigneto dicono "io parlo con le piante, io ho un rapporto con le piante". Io le capisco. Quando le piante hanno una emotività vicina, delle onde di emozioni, rispondono. Figuriamoci con la musica.
Io ho scelto Mozart per un semplice motivo, lui è uno dei più grandi compositori. Nella musica di Mozart ci sono le frequenze di Fibonacci. Fibonacci è un matematico pisano del medioevo e anche un grande botanico. Aveva scoperto che nella natura ci sono dei numeri, delle sequenze, che seguono il numero delle foglie, dei fiori, il numero anche delle righe su certi animali, tutto ciò che è geometrico e matematico, in natura risponde a una serie di frequenze, che si chiama frequenza di Fibonacci, cioè due numeri. I due numeri sommati danno il terzo e così via. Il grande Mozart che cosa aveva fatto? Era rimasto impressionato da questa sequenza di Fibonacci e ne aveva trasmesso le sequenze nella sua musica. Non è stato l’unico, ci sono stati anche altri compositori che hanno fatto questo, ma per me è stato illuminante. Mi sono detto: Mozart è anche un compositore della natura e se è un compositore della natura premiamolo e mettiamo la musica di Mozart, che comprende tante frequenze morbide. Una musica profonda, discreta, elegante, ripetitiva, geometrica. E' un'onda benefica.

domenica 27 aprile 2014

ArcheoFlegrea

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Grazie per i commenti.

martedì 4 febbraio 2014

miyoko shida

mercoledì 20 novembre 2013

Giugliano

Poesia Madonna della pace N.4


Dal soglio tuo celeste lo sguardo volgi in terra:odio crudele e guerra flagellan i mortali.
La nostra prece ascolta, Regina della pace,nel mondo intero tace il rombo del cannon a cenno di tua mano ovunque c’è terrore il fuoco dell’amore s’accenda sempre più.
Ai pellegrini erranti nel mar di questa vita su,testa porgi alta,o Madre di pietà!
Le menti ottenebrate dal falso e dall’errore rischiara col bagliore l’eterna verità.
I cuor traviati e loschi stagnanti in fango e lezzo profuma con l’olezzo dell’eccelse tue virtù.
Al cielo e a te d’intorno speriamo unirci tutti.
Allor angosce e lutti mai più ci colpiranno.
- Giugliano - biutiful cauntri -

mercoledì 6 novembre 2013

Museo delle Cere - Maddaloni

lunedì 4 novembre 2013

Il Sud puzza di Pino Aprile

La geometria delle reti studia i collegamenti tra nodi, che possono essere persone, comitati, cellule cerebrali, centrali elettriche, quando questa rete raggiunge la connessione totale si ha un cambio di stato. In matematica si dice che è emersa una componente gigante, in fisica che si è avuta una percolazione e il cambio di stato può essere per esempio l’acqua che passa dallo stato liquido a quello solido, tra gli esseri umani, si dice che è nata una nuova comunità. E' in atto al sud la nascita di un cambio di stato, cioè di una comunità che cerca regole e le fa rispettare e quando non le ha se le dà.
E' un fenomeno pazzesco, anche perché una branca della geometria delle reti, che è la teoria dei lampi e delle raffiche, spiega che in questo universo le cose succedono così: per moltissimo tempo non succede niente e in tempi molto ristretti, velocemente, accade di tutto, poi ancora per molto tempo non succede niente, ed è esattamente quello che sta accadendo al Sud
. Pino Aprile
Il Passaparola di Pino Aprile, giornalista
Mi hanno chiesto perché il Sud puzza e di che cosa.
In realtà quella puzza sta a segnare un risveglio, importante, che sta cambiando il Sud. La sua società, sta costruendo una nuova comunità, che si dà delle regole, quando non vengono rispettate quelle che dovrebbero governare una società. Al Sud questa nuova società si manifesta attraverso la nascita di centinaia di comitati, associazioni, gruppi di cittadini, che si uniscono per risolvere problemi che le istituzioni non hanno risolto e che addirittura in alcuni casi hanno aggravato.
Si va dall’inquinamento alla lotta alla mafia, alla mancanza di lavoro, e questo titolo è nato proprio in una delle zone del sud che in questo momento, anche se la cosa dura da trenta anni, è più nota, ovvero la Terra dei Fuochi. La piana del Volturno, a nord di Napoli, fino anche nella provincia di Caserta, il Monte Massico, che chiude quella piana. La terra più fertile del continente, 4 raccolti l’anno. Questo incredibile paese di pazzi, ha scelto quella zona per trasformarla nell’immondezzaio nazionale e non solo! Lì nella Terra dei Fuochi sono state disseminate centinaia e centinaia di discariche abusive e anche non abusive, di rifiuti tossici, radioattivi, con una crescita di casi di cancro. Lì si muore con una diffusione di malattie orribili,impressionante.
Stavo intervistando uno di costoro, protagonista di uno dei comitati più attivi, Enzo Tosti di Atella, e gli dicevo: "Scusa, ma questa roba va avanti da trenta anni, come mai tutti vi state muovendo nell’ultimo anno e mezzo?" Perché il numero di comitati, associazioni, di lotta nati in un anno non sono nati nei 10 anni precedenti.
E lui mi ha risposto: "Io mi svegliavo con l’odore di mandarini, e poi la puzza ci ha svegliato!"
Gli avevo creduto, poi però mi sono ricordato che io sono cresciuto nell’ultima palazzina, popolare, del Rione Settembre a Taranto, dinanzi a cui a un certo punto eressero lo stabilimento siderurgico, sono stato lì fino all’età di 23 anni. Noi la puzza non la sentivamo, perché a tutto ti abitui e quella puzza diventa parte, come dire, della tua colonna olfattiva, non la senti più. Allora ho capito che la puzza non li ha svegliati, ma quando si sono svegliati hanno sentito finalmente la puzza. E non ci stanno più, non la vogliono più.
Per esempio a Taranto 24 associazioni di cittadini hanno fatto quello che in mezzo secolo non hanno fatto il governo, la regione, la provincia, il comune: hanno dimostrato l’inquinamento e di quali agenti inquinanti è composto, con dati inoppugnabili da parte degli stabilimenti industriali. Si è giunti a ottenere la condanna dei dirigenti che non hanno rispettato le regole nella produzione dell’acciaio. E' agli arresti domiciliari Riva padre, è latitante Riva Figlio, i proprietari, il più grande sequestro di soldi della storia della magistratura: 10 miliardi di Euro. Il commissariamento dell'azienda che viene diretta da persone non nominate dai proprietari, ma dal governo, per rispettare le regole fino a ora violate, e persino la minaccia di in procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia per avere fatto produrre acciaio non rispettando le norme europee. Tutto questo in un pugno di mesi, dopo mezzo secolo.
In Calabria c’è una vera e propria rifondazione della società, quali sono i problemi più grossi della Calabria? La ‘Ndrangheta e la mancanza di lavoro, bene, la zona più mafiosa quale è? La Locride, restiamo lì.
Nella Locride, una cooperativa per la produzione di frutti di bosco, ideata da Monsignor Bregantini, allora Vescovo della Locride, era fatta da giovani di famiglie mafiose, per sottrarli al rischio che diventassero complici nella gestione mafiosa del territorio. Il certificato antimafia, la cooperativa lo dovette fare a nome del suo vescovo, perché quelli avevano cognomi troppo imbarazzanti per poterlo chiedere. Vincenzo Linarello ha lasciato tutti i privilegi della sua famiglia per costruire una casa di liberazione, in cui tutto viene messo in comune. E' sorto il gruppo Goel, che in ebraico significa colui che riscatta gli altri dalla schiavitù, senza avere nessun interesse personale. Questo gruppo oggi è la realtà economicapiù grande della Locride. Dalla coltivazione di frutti di bosco, prodotti Bio, etc., fino all’alta moda con la linea Cangiari, che ha Versace come consulente e sfila a New York. Milioni di Euro di fatturato, oltre un centinaio di dipendenti fissi, tutti in regola, cultura, economia, comunità non mafiosa nel cuore del regno della ‘ndrangheta. Sta cambiando la società, ne hanno passate di tutti i colori, gli hanno distrutto tutto e hanno ricominciato.
In Sicilia forse uno degli esempi più clamorosi e più noti è quello di Addio Pizzo, una specie di holding della sana società. Partì con un gruppo di sette ragazzi, che volevano aprire un negozietto di prodotti bio, consumo solidale. Nel business plan trovarono una voce e dice: "Scusa, ma questo che cosa è?"- "Questo è il pizzo!" -
"E dice no, ma noi non lo vogliamo pagare!" Annunciarono a tutta Palermo, inondandola di volantini, che loro non avrebbero pagato il pizzo. Fu una vera e propria rivoluzione, cioè nessuno pensava che si potesse osare così tanto, Libero Grassi, che aveva fatto lo stesso, è diventato un eroe alla memoria, come tanti altri.
Ad Addio Pizzo oggi aderiscono 800 negozi che espongono "Io non pago il Pizzo" e mettono il bollino su quello che compri, e ci sono altri due mila aspiranti a entrare, più di un migliaio di esercizi con la rete antiracket.
La più grande associazione antiracket di Italia ha oltre un centinaio di aderenti, e in un paesino di 17 mila abitanti, Scordia, dove la mafia uccideva, la media era un morto ogni 400 abitanti. Adesso il vero potere in quel paese è l’antimafia!
La Lucania è un caso a parte, fa venire i brividi perché è in corso la desertificazione della regione, una delle più deserte d’Europa, ma il problema della Lucania quale è? Ha troppo petrolio e i più grandi giacimenti di petrolio non offshore d’Europa sono qui. In Lucania si stanno applicando metodi di coltivazione dei giacimenti che sono adatti ai deserti, ci sono pozzi di petrolio a poche centinaia di metri dalla piazza del paese.
Basti pensare che la più grande tragedia ambientale, ecologica, di sempre, dovuta al petrolio, che fu l’esplosione di un pozzo della piattaforma nel golfo del Messico devastò le coste di 4 stati americani, era a 80 chilometri di distanza, a Marsico Vetere c’è un pozzo di petrolio a 400 metri dall’ospedale.
In Irpinia, stanno perforando, se sono aggiornato, un pozzo di petrolio a 300 metri dal paese! Riuscite a immaginare che cosa succede lì? Ebbene lì si stanno muovendo molte associazioni. Solo a Matera ci sono un centinaio di associazioni, ognuno con le sue idee, anche in conflitto tra di loro, però tutta questa comunità si dà terribilmente da fare per migliorare la sua vita.
Per capire che cosa sta accadendo ho applicato a questi fenomeni sociali alcuni criteri della geometria delle reti, che ti aiuta a capire che cosa succede tra gli esseri umani.
La geometria delle reti studia i collegamenti tra nodi, che possono essere persone, comitati, cellule cerebrali, centrali elettriche, etc. Quando questa rete raggiunge la connessione totale si ha un cambio di stato. In matematica si dice che è emersa una componente gigante, in fisica che si è avuta una percolazione, il cambio di stato può essere per esempio l’acqua che passa dallo stato liquido allo stato solido, tra gli esseri umani, in sociologia, si dice che è nata una nuova comunità. E' in atto al sud la nascita di un cambio di stato, cioè di una comunità che cerca regole, le fa rispettare e quando non le ha se le dà.
E' un fenomeno pazzesco, anche perché una branca della geometria delle reti, che è la teoria dei lampi e delle raffiche, spiega che in questo universo le cose succedono così, per moltissimo tempo non succede niente in tempi molto ristretti, velocemente, accade di tutto, poi ancora per molto tempo non succede niente, ed è esattamente quello che sta accadendo al Sud.
Per 50 anni a Taranto non si è mosso niente, in un anno e mezzo l’ira di Dio, per trenta anni nella terra dei fuochi non è successo quasi niente, negli ultimi 15 mesi l’ira di Dio.
In Calabria da sempre la ‘ndrangheta era la padrona del territorio, adesso le padrone dell'ndrangheta , cioè le madri, le mogli di quei mafiosi, hanno creato il fenomeno del pentitismo nell’ndrangheta che è uno dei più interessanti che ci sia, viene studiato dagli antropologi come un nuovo fenomeno, dice ma perché? Perché siccome nella ‘ndrangheta la cosca coincide con la famiglia, se tu ti penti devi denunciare papà, mamma, fratello, marito, figli, e questo sta accadendo. Sta cambiando la società al sud, sta nascendo una società migliore, più grande, corretta, più grande d’animo, che sta imponendo regole civili a una parte importante e martoriata del paese.




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domenica 27 ottobre 2013

Riflessioni - corollario della competitività

Corollario della competitività.

Lunedì ho corso più del manovale,
ed il leone ha mangiato il manovale,
Martedì ho corso più del vicino di casa,
ed il leone ha mangiato il vicino,
Mercoledì ho corso più di mio cugino.
ed il leone ha mangiato mio cugino,
Giovedì ho corso più di mio fratello,
ed il leone ha mangiato mio fratello,
Oggi Venerdì..., Venerdì...non c'è più  nessuno,
ed ora corro più velocemente di chi?

 Antonio G. Mancino.

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sabato 5 ottobre 2013

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giovedì 21 marzo 2013

José Pepe Mujica,Presidente dell’Uruguay

José Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay:


 José Pepe Mujica. In un mondo in cui la gente si scanna per il potere, per l’accumulo di beni materiali, lui, Presidente dell’Uruguay, si trattiene solo 485 dollari dello stipendio per vivere e destina gli altri 7500 alla beneficenza. Vive di poco, anzi di pochissimo, in una vecchia fattoria senza neppure l’acqua corrente, ma solo l’acqua del pozzo. È vegetariano, è sposato, ha un cane. Se non fosse per due energumeni che gli montano la guardia all’inizio della proprietà, nessuno potrebbe immaginare che lì ci vive il presidente della nazione. Alla BBC ha dichiarato “Mi chiamano il presidente più povero, ma io non mi sento povero. I poveri sono coloro che lavorano solo per cercare di mantenere uno stile di vita costoso, e vogliono sempre di più. E’ una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c’è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli, e si ha più tempo per se stessi”. Mujica ha un passato di sinistra nei Tupamaros, un famoso gruppo di combattenti che si ispirava negli anni sessanta-settanta del secolo scorso alla rivoluzione cubana. Per la sua fede ha trascorso 14 anni in carcere.
È qualunquista fare un raffronto tra Mujica ed il nostro comunista  migliorista Napolitano, che vive al Quirinale e guadagna 239.192 euro all’anno, aumentati di 8.835 euro nell’anno in corso?
È qualunquista fare un raffronto tra Mujica, che ha rischiato la vita e conosciuto la galera e che dichiara che un politico dovrebbe vivere come la maggioranza dei propri concittadini, con i nostri ex comunisti ed attuali neoliberisti D’Alema, con il suo yacht ormeggiato a Gallipoli, o Fassino,sindaco della città più indebitata d’Italia, con il suo reddito imponibile (anno 2010) di 126.452 euro?
Sì, avete ragione, è qualunquista. Scusatemi. Ed allora veniamo al mio campo: l’ambiente. Mujica ha pronunciato a braccio alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20, il 21 giugno 2012, un discorso rivoluzionario, come solo i grandi uomini sanno pronunciare, in cui ha denunciato l’assurdità del mondo in cui viviamo. Questi alcuni passi del suo discorso: “Veniamo alla luce per essere felici. Perché la vita è corta e se ne va via rapidamente. E nessun bene vale come la vita, questo è elementare. Ma se la vita mi scappa via, lavorando e lavorando per consumare un plus e la società di consumo è il motore, perché, in definitiva, se si paralizza il consumo, si ferma l’economia, e se si ferma l’economia, appare il fantasma del ristagno per ognuno di noi. Ma questo iper consumo è lo stesso che sta aggredendo il pianeta. I vecchi pensatori – Epicuro, Seneca o finanche gli Aymara – dicevano: povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e più. Queste cose che dico sono molto elementari: lo sviluppo non può essere contrario alla felicità. Deve essere a favore della felicità umana; dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, dell’attenzione ai figli, dell’avere amici, dell’avere il giusto, l’elementare. Precisamente. Perché è questo il tesoro più importante che abbiamo: la felicità!”
Esattamente quello che la saggezza suggerirebbe agli uomini: l’attuale modello di vita occidentale è sbagliato. Ma non bisogna cambiarlo perché un giorno neanche tanto lontano porterà all’estinzione dell’intera umanità: e chissenefrega, tutte le specie nascono e muoiono.Bisogna cambiarlo perché non porta la felicità oggi, in questo momento.
Ovviamente, il discorso del grandissimo José Pepe Mujica non ha avuto quasi risonanza sui media. Forse perché andava controcorrente rispetto a quanto pensano e dicono i grandi della Terra, controcorrente rispetto a globalizzazione e sviluppo? Ops, scusatemi, sono di nuovo caduto nel qualunquismo.

domenica 15 aprile 2012

Ciucciopolitana

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