PAGINE DI QUESTO SITO
martedì 17 dicembre 2019
giovedì 12 dicembre 2019
martedì 10 dicembre 2019
martedì 12 novembre 2019
Fabrizio....
'Penso che un uomo senza utopia, senza sogno, senza ideali, vale a dire senza passione, senza slanci, beh, sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio, una specie di cinghiale laureato in matematica pura.'
venerdì 25 ottobre 2019
lunedì 21 ottobre 2019
lunedì 14 ottobre 2019
Doppia fenditura
la realtà è la risultanza fra osservatore ed osservato, significa che l’universo esiste perché vi è almeno un osservatore
venerdì 11 ottobre 2019
venerdì 4 ottobre 2019
mercoledì 25 settembre 2019
BERTHOLD AUERBACH
“Il vantaggio dell'intelligenza consiste talvolta nel fingersi stupidi.
È fare il contrario che è molto più difficile.”
È fare il contrario che è molto più difficile.”
lunedì 23 settembre 2019
Sarebbe bello a tutti i funerali
Nomen Omen si chiama "Totore o'cardill" detto "o' carnalon"
Video
https://www.youtube.com/watch?v=DET3dLofXT0
Video
https://www.youtube.com/watch?v=DET3dLofXT0
mercoledì 18 settembre 2019
Ramana Maharshi
"Non cercare stati di coscienza elevati, scopri invece chi è quell' io che li ricerca".
sabato 14 settembre 2019
Khalil Gibran - Libano
"Dicono che prima di entrare in mare
Il fiume trema di paura.
A guardare indietro
tutto il cammino che ha percorso,
i vertici, le montagne,
il lungo e tortuoso cammino
che ha aperto attraverso giungle e villaggi.
E vede di fronte a sé un oceano così grande
che a entrare in lui può solo
sparire per sempre.
Ma non c’è altro modo.
Il fiume non può tornare indietro.
Nessuno può tornare indietro.
Tornare indietro è impossibile nell’esistenza.
Il fiume deve accettare la sua natura
e entrare nell’oceano.
Solo entrando nell’oceano
la paura diminuirà,
perché solo allora il fiume saprà
che non si tratta di scomparire nell’oceano
ma di diventare oceano “.
Il fiume trema di paura.
A guardare indietro
tutto il cammino che ha percorso,
i vertici, le montagne,
il lungo e tortuoso cammino
che ha aperto attraverso giungle e villaggi.
E vede di fronte a sé un oceano così grande
che a entrare in lui può solo
sparire per sempre.
Ma non c’è altro modo.
Il fiume non può tornare indietro.
Nessuno può tornare indietro.
Tornare indietro è impossibile nell’esistenza.
Il fiume deve accettare la sua natura
e entrare nell’oceano.
Solo entrando nell’oceano
la paura diminuirà,
perché solo allora il fiume saprà
che non si tratta di scomparire nell’oceano
ma di diventare oceano “.
mercoledì 4 settembre 2019
Vervece 2018
“Coloro
che ci hanno lasciati non sono degli assenti, sono solo degli invisibili:
tengono i loro occhi pieni di gloria puntati nei nostri pieni di lacrime.”
Agostino d’Ippona
La
comunità di Monte di Procida in memoria dei sui figli dispersi in mare.
giovedì 15 agosto 2019
mercoledì 14 agosto 2019
martedì 13 agosto 2019
venerdì 9 agosto 2019
ALLE RADICI DI CIÒ CHE CERCARONO DI CANCELLARE MA CHE ANCORA VIVE
La diversa religiosità e tradizione multiculturale del neo-platonismo che Cirillo di Alessandria azzeró nel 415, l'anno del massacro di Ipazia e della distruzione della Biblioteca di Alessandria, l'anno dell'inizio di uno dei periodi più bui della storia continentale per via dell'affermarsi sempre più deciso e violento del potere secolare oscurantista del Cattolicesimo , un periodo che dovette attendere la Riforma Luterana per veder attenuato il buio della lunga notte della ragione , almeno nelle terre del Centro Nord del continente europeo !
"Altri diranno che io credo e io amo un altro ...
Ci hanno insegnato a dire e a pensare che "gli antichi greci credevano nei Dodici dell'Olimpo e in altri innumerevoli divinità e dee".
Questo è falso . Il verbo "credere" è del tutto assente dalla terminologia delle antiche credenze religiose greche. Il termine "fede" si riferisce all'accettazione cieca di una dottrina autoritaria e incontrollata, mentre l'aggettivo "fedele" caratterizza solo lo schiavo.
Ma i nostri antenati erano persone libere. Non hanno "creduto" nelle dee e negli dei. Li hanno semplicemente adorati . E il concetto di culto ci porta direttamente a quello dell'amore.
Perché solo l'amore ama ed è attratto dalla bellezza proprio come l'anima è attratta dall'odore e dalla bellezza della forma e dei colori del fiore.
Quindi i nostri antenati non credevano nelle dee e negli dei. Invece li amavano perché ne erano innamorati. Erano innamorati della incomparabile bellezza del paesaggio greco. Innamorati dell'alba, innamorati del tramonto, innamorati del cielo azzurro, innamorati delle maestose montagne, innamorati del mutevole mare, innamorati del dorato Sole, innamorati della enigmatica Luna argentata, innamorati della pioggia vivificante, innamorati della terra inzuppata che la pioggia sta rendendo prolifica nel contesto del delizioso amplesso con la tempesta.
I nostri antenati sapevano che il mezzo per capire l'universo è l'intelligenza della mente. E poiché il gioiello supremo della mente è la conoscenza, i nostri antenati amavano la saggezza.
Bastano tre parole per contenere tutta la ricchezza delle emozioni religiose e tutta l'essenza delle antiche credenze religiose: Philopatría, philokalia, filosofia.
Eros verso la patria, Eros verso la bellezza, Eros verso la saggezza. E i nostri amati antenati con patria, bellezza e saggezza hanno creato innumerevoli miti al fine di offrire alle generazioni future - e a noi alla fine in modo poetico, così elegante e senza tempo l'intera essenza di innumerevoli secoli di conoscenza ed esperienza popolare.
Gli Dei greci sono espressioni poetiche delle forze naturali che costituiscono, definiscono e proteggono il funzionamento dell'Universo
Gli dei greci non sono facilmente definibili.
Essi racchiudono una tale immensa ricchezza di concetti, conoscenze ed emozioni che i volumi di tesi di approfondimento non saranno sufficienti per registrarlo.
Un momento appaiono come compagni amorevoli nei sogni dei bambini, in grado di ispirare loro, per mezzo del segreto fascino esercitato dalla narrazione degli antichi miti, i più alti ideali, fondamentali per tutta la loro vita futura, un attimo dopo li ritroviamo come amici pronti e disponibili a dare una mano in ogni difficoltà quotidiana degli adulti che li invocano, e poi appaiono a coloro che lo desiderano, come saggi e sempre amichevoli ierofanti, capaci di rivelare ai mistici una gran quantità di perle di eterna saggezza cosmica.
Gli dei greci sono membri dinamici dell'universo, componenti insostituibili del suo funzionamento.
La Terra, il Sole, la Luna, il Vento, il Mare, la Pioggia, la Vegetazione, la Vita ... esistono.
E dal momento che tutto questo esiste, allo stesso esistono anche quelle espressioni antiche di cui sopra, i vari rispettivamente Demetra, Apollo, Artemis, Eolo, Poseidone, Zeus, La natura, Cupido etc.
E poiché ci sono gli dei e le dee - anche come espressioni poetiche dei poteri fisici dell'Universo e del Cosmo-, e dato che io, in quanto abitante del pianeta, devo loro non solo l'esistenza ma anche la conservazione della mia esistenza, cosa mi impedisce di esprimere la mia gratitudine per questo? O ancora di più, affascinato dalla loro bellezza, di innamorarmi di loro e amarli ?
Che lo vogliamo o no, finché c'è vita, ci saranno dei greci, perché sono tutt'uno con la vita ....
E sono affari nostri e non loro trarre beneficio.... o no da loro."
"Altri diranno che io credo e io amo un altro ...
Ci hanno insegnato a dire e a pensare che "gli antichi greci credevano nei Dodici dell'Olimpo e in altri innumerevoli divinità e dee".
Questo è falso . Il verbo "credere" è del tutto assente dalla terminologia delle antiche credenze religiose greche. Il termine "fede" si riferisce all'accettazione cieca di una dottrina autoritaria e incontrollata, mentre l'aggettivo "fedele" caratterizza solo lo schiavo.
Ma i nostri antenati erano persone libere. Non hanno "creduto" nelle dee e negli dei. Li hanno semplicemente adorati . E il concetto di culto ci porta direttamente a quello dell'amore.
Perché solo l'amore ama ed è attratto dalla bellezza proprio come l'anima è attratta dall'odore e dalla bellezza della forma e dei colori del fiore.
Quindi i nostri antenati non credevano nelle dee e negli dei. Invece li amavano perché ne erano innamorati. Erano innamorati della incomparabile bellezza del paesaggio greco. Innamorati dell'alba, innamorati del tramonto, innamorati del cielo azzurro, innamorati delle maestose montagne, innamorati del mutevole mare, innamorati del dorato Sole, innamorati della enigmatica Luna argentata, innamorati della pioggia vivificante, innamorati della terra inzuppata che la pioggia sta rendendo prolifica nel contesto del delizioso amplesso con la tempesta.
I nostri antenati sapevano che il mezzo per capire l'universo è l'intelligenza della mente. E poiché il gioiello supremo della mente è la conoscenza, i nostri antenati amavano la saggezza.
Bastano tre parole per contenere tutta la ricchezza delle emozioni religiose e tutta l'essenza delle antiche credenze religiose: Philopatría, philokalia, filosofia.
Eros verso la patria, Eros verso la bellezza, Eros verso la saggezza. E i nostri amati antenati con patria, bellezza e saggezza hanno creato innumerevoli miti al fine di offrire alle generazioni future - e a noi alla fine in modo poetico, così elegante e senza tempo l'intera essenza di innumerevoli secoli di conoscenza ed esperienza popolare.
Gli Dei greci sono espressioni poetiche delle forze naturali che costituiscono, definiscono e proteggono il funzionamento dell'Universo
Gli dei greci non sono facilmente definibili.
Essi racchiudono una tale immensa ricchezza di concetti, conoscenze ed emozioni che i volumi di tesi di approfondimento non saranno sufficienti per registrarlo.
Un momento appaiono come compagni amorevoli nei sogni dei bambini, in grado di ispirare loro, per mezzo del segreto fascino esercitato dalla narrazione degli antichi miti, i più alti ideali, fondamentali per tutta la loro vita futura, un attimo dopo li ritroviamo come amici pronti e disponibili a dare una mano in ogni difficoltà quotidiana degli adulti che li invocano, e poi appaiono a coloro che lo desiderano, come saggi e sempre amichevoli ierofanti, capaci di rivelare ai mistici una gran quantità di perle di eterna saggezza cosmica.
Gli dei greci sono membri dinamici dell'universo, componenti insostituibili del suo funzionamento.
La Terra, il Sole, la Luna, il Vento, il Mare, la Pioggia, la Vegetazione, la Vita ... esistono.
E dal momento che tutto questo esiste, allo stesso esistono anche quelle espressioni antiche di cui sopra, i vari rispettivamente Demetra, Apollo, Artemis, Eolo, Poseidone, Zeus, La natura, Cupido etc.
E poiché ci sono gli dei e le dee - anche come espressioni poetiche dei poteri fisici dell'Universo e del Cosmo-, e dato che io, in quanto abitante del pianeta, devo loro non solo l'esistenza ma anche la conservazione della mia esistenza, cosa mi impedisce di esprimere la mia gratitudine per questo? O ancora di più, affascinato dalla loro bellezza, di innamorarmi di loro e amarli ?
Che lo vogliamo o no, finché c'è vita, ci saranno dei greci, perché sono tutt'uno con la vita ....
E sono affari nostri e non loro trarre beneficio.... o no da loro."
mercoledì 7 agosto 2019
Nun t'aggia perdere
ca'nisciuno po' sana'
Tu si' o fuoco
ca nisciuno po' stuta'
Ma perche' me faje danna'
Pino Mauro
venerdì 19 luglio 2019
giovedì 4 luglio 2019
Gaudeamus Igitur
Gaudeamus igitur iuvenes dum sumus. [bis]
Post iucundam iuventutem
post molestam senectutem
nos habebit humus! [bis]
Ubi sunt qui ante nos in mundo fuere? [bis]
Vadite ad superos
transite ad inferos
ubi iam fuere. [bis]
Vita nostra brevis est, brevi finietur, [bis]
venit mors velociter,
rapit nos atrociter,
nemini parcetur. [bis]
Vivat academia, vivant professores! [bis]
Vivat membrum quodlibet,
vivant membra quaelibet,
semper sint in flore. [bis]
Vivant omnes virgines faciles, formosae! [bis]
Vivant et mulieres
tenerae, amabiles,
bonae et laboriosae. [bis]
Vivat et respublica et qui illam regit! [bis]
Vivat nostra civitas,
maecenatum charitas,
quae nos hic protegit. [bis]
Pereat tristitia, pereant osores! [bis]
Pereat diabolus,
quivis antiburschius,
atque irrisores. [bis]
Post iucundam iuventutem
post molestam senectutem
nos habebit humus! [bis]
Ubi sunt qui ante nos in mundo fuere? [bis]
Vadite ad superos
transite ad inferos
ubi iam fuere. [bis]
Vita nostra brevis est, brevi finietur, [bis]
venit mors velociter,
rapit nos atrociter,
nemini parcetur. [bis]
Vivat academia, vivant professores! [bis]
Vivat membrum quodlibet,
vivant membra quaelibet,
semper sint in flore. [bis]
Vivant omnes virgines faciles, formosae! [bis]
Vivant et mulieres
tenerae, amabiles,
bonae et laboriosae. [bis]
Vivat et respublica et qui illam regit! [bis]
Vivat nostra civitas,
maecenatum charitas,
quae nos hic protegit. [bis]
Pereat tristitia, pereant osores! [bis]
Pereat diabolus,
quivis antiburschius,
atque irrisores. [bis]
giovedì 20 giugno 2019
Studere
Gustavo ROL
https://www.youtube.com/watch?v=OQQ-QupjmW0
Carla Perotti
https://www.youtube.com/watch?v=p12iXpeqNJQ
https://www.youtube.com/watch?v=OQQ-QupjmW0
Carla Perotti
https://www.youtube.com/watch?v=p12iXpeqNJQ
mercoledì 5 giugno 2019
Tenzin Gyatso
«Noi umani siamo l’unica specie con il potere di distruggere la Terra
come la conosciamo. E tuttavia, se abbiamo la capacità di distruggerla,
abbiamo anche la capacità di proteggerla»
Dalai Lama
Dalai Lama
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